L’Assemblea delle Regioni vitivinicole europee (AREV) prende atto della decisione dell’amministrazione del Presidente degli Stati Uniti di introdurre una tariffa del 20% sulle bevande alcoliche.
Le tariffe sulle bevande alcoliche sono sempre state una questione importante per il settore vitivinicolo. I membri dell’AREV esprimono la loro profonda preoccupazione per questa misura iniqua, che danneggia ulteriormente un settore già duramente colpito.
L’AREV chiede un accordo negoziato con l’obiettivo primario di preservare il settore vitivinicolo europeo, che contribuisce al prestigio e al benessere globale dell’Europa. Consapevole che i margini di negoziazione sono particolarmente complessi, invita la Commissione europea a difendere gli interessi di tutti gli attori dell’Unione europea e a dare prova della massima prudenza nelle sue risposte all’attuale uso dei dazi doganali come arma economica.
Durante i lavori del Gruppo di alto livello sul vino (GAL), l’AREV ha sottolineato la necessità di creare un fondo di sostegno per il settore vitivinicolo in caso di destabilizzazione del commercio. Oggi ribadiamo con convinzione questa proposta, affinché questo fondo sia dotato delle risorse necessarie per fornire un’assistenza rapida ed efficace ai professionisti interessati.
Franck Leroy, presidente dell’AREV, avverte: “Il commercio crea solo perdenti. Il settore vitivinicolo europeo ha bisogno di stabilità e sicurezza, non di essere sacrificato alle tensioni commerciali. È in gioco il futuro di un settore essenziale dell’economia europea. Chiediamo all’amministrazione statunitense di tornare al tavolo dei negoziati, visto il rischio di un’escalation commerciale, che avrebbe conseguenze disastrose per l’intera economia europea, oltre che per quella statunitense”.