AREV chiede e si impegna nella digitalizzazione del settore vitivinicolo

COMUNICATO STAMPA

BRUSSELS, 11 dicembre 2019 – Lo sviluppo della tecnologia digitale combina l’ambiente, le esigenze sociali e il dinamismo della viticoltura delle regioni europee.

I consumatori di vino vogliono meno sostanze chimiche. Chiedono sempre più rispetto per l’ambiente, prodotti più sostenibili, un forte legame con il territorio e la tradizione.

Oltre alla questione ambientale, il riscaldamento globale influisce sulla viticoltura regionale europea in termini di quantità e qualità. L’effetto del clima colpisce tutti i vini europei, in particolare i vini con indicazioni geografiche, la cui qualità e reputazione sono legate ad un territorio.

Per far fronte a queste sfide, le tecnologie digitali forniscono risposte.

Consentono agli operatori dell’industria vinicola di monitorare e comprendere meglio le condizioni di produzione delle viti e quindi di fare scelte ottimali massimizzando i benefici ambientali ed economici.

Studi con Farm Europe dimostrano l’importanza degli strumenti decisionali digitali applicati alla viticoltura per ridurre l’uso di acqua, pesticidi e fertilizzanti.

Con queste tecniche innovative ora ben note nella ricerca e applicate con successo alle aziende agricole all’avanguardia, gli input sono stati significativamente ridotti nell’area mediterranea: pesticidi -12; fertilizzante -33; acqua -40 .

Al fine di diffondere pienamente queste migliori pratiche nelle regioni europee del vino, AREV ha deciso di partecipare al lancio di progetti pilota in diverse regioni aderenti.

Oltre alle azioni che AREV continuerà a intraprendere per stimolare il dibattito a livello europeo e per far agire questa priorità sia nella PAC che nel nuovo accordo verde europeo, AREV agirà al fianco dei suoi partner per portare al potere progetti pilota e sinergizzarli. Accompagnerà le regioni aderenti e i viticoltori volontari nella definizione di questi progetti pilota, nella mobilitazione del sostegno finanziario necessario e nella messa in comune delle esperienze al fine di accelerare i benefici che ne derivano per le viticolture europee.

Questi progetti pilota fungeranno da moltiplicatori di sequenza rapida a livello territoriale e sarà organizzata una rete di regioni pionieristiche per la digitalizzazione della viticoltura.

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